
Le case sono belle.
Ma sono le persone
a fare la differenza.
Mi chiamo Oriana e faccio l’host: in pratica, sono quella che si prende cura di te.
Da quando prenoti a quando riparti, il tuo riferimento sono io.
Non è un lavoro che ho scelto a tavolino. È successo, casa dopo casa, ospite dopo ospite: ho scoperto che la cosa che mi riesce meglio al mondo è far stare bene le persone. Capire prima che chiedano. Esserci senza stare addosso. Quando arrivi non ti faccio un discorso: ti dico trasi, assettati, entra e siediti.
Ti scrivo io, ti accolgo io, ti consiglio io: la spiaggia giusta per i bambini, il ristorante dove vanno i siciliani, il forno che apre presto. E se qualcosa non va, chiami me: ci pensu iu, ci penso io. Lo sistemo in fretta, perché queste case le conosco come le mie tasche.
Dietro di me c’è una piccola squadra di persone fidate che tengono le case perfette. E davanti, ci sei tu.
Ah: quando arrivi, è probabile che in cucina trovi qualcosa. Olio nostro, qualche dolce, cose così. Non è marketing. È che da noi si fa accussì.


Si dice sulla porta, e vuol dire molto più di “entra”.
In siciliano, trasi è quello che diciamo aprendo la porta di casa. La traduzione letterale è “entra”. Ma nessun siciliano, dicendolo, intende solo quello. Significa: entra, accomodati, siediti, mangia qualcosa, fai come se fossi a casa tua. Perché da questo momento lo è.
Ogni lingua ha la sua parola per non dire solo “entra”. Gli inglesi come on in, gli spagnoli ¡adelante!, i francesi faites comme chez vous, i tedeschi immer herein, gli arabi tafaddal, i turchi buyurun, i giapponesi dōzo, i greci pérase, i maltesi merħba. Se nella tua lingua esiste una di queste parole, allora sai già cosa significa Trasi.
Viene dal latino transire: attraversare, passare oltre. Ed è la parola giusta, perché entrare in una di queste case non è passare da fuori a dentro: è attraversare una soglia. Si attraversa in un verso da ospiti, con le valigie e la diffidenza educata di chi è in casa d’altri. E si riattraversa nell’altro verso diversi: riposati, abbronzati, con una ricetta in tasca e un motivo per tornare.
Noi siamo qui per questo.